martedì 23 giugno 2009

da Vania ai Laboratori dell'INFERNO

Fate girare questa informativa e contattatevi tra di voi per organizzare mezzi di spostamento, andate e ritorni, permanenze e quant'altro:
- SABATO 27,il pomeriggio dalle 14.00 alle 18.00 io e i Giullari facciamo una Conferenza/Laboratorio sulla Creativita'. Se volete partecipare vi posso fare inserire!
- Dalle ore 19.00 c'e' un Incontro sull'Inferno con lo scrittore Giulio Leoni e sarebbe ottimo se qualche Infernale volesse parteciparvi per fare domande, parlare del nostro percorso e invitarlo e vederlo la sera stessa o a Roma alla Casa delle Culture.
- Alle 20.00 ci Riuniremo cenando nella Taverna Medievale tutti assieme, per sfamarci pancia e mente, preparandoci all'evento!
- Alle 21.30 si fa un giro di perlustrazione del Percorso e ci si prepara al Trucco e al Costume.
- Ore 22.30 Si va in Scena (sara' ancora piu' assurdo e Patafisico!)
- Ore 23.30 si vedono gli ultimi spettacoli che animano le Piazze di Ludika e con danze, fuochi e bevute si chiude il III Giorno di Festeggiamenti.
- Per chiunque volesse (speriamo tanti!) dalle 01.00 ci si dirige tutti uniti alle Vasche del Bullicame (le fonti termali) e si resta a bagnomaria per la nottata!
- All'alba cornetti e si va a dormire, chiunque volesse restare a Viterbo si deve portare il Sacco a Pelo, troveremo con Serenella e Claudio,il Presidente dell'Associaziobne Tana degli Orchi, una possibile sistemazione per tutti/e!
Portatevi i vostri oggettini, bigliettini, cornetti, peperoncini e quanti'altro e chiaramente i Vestiti e scarpe comode!
Un saluto da Vania!

lunedì 8 giugno 2009

APPUNTI INFERNO

3 Pa(zzss)i all'Inferno
PERcorso PERsonale

Preparazione:
Scarpe nere tipo espadrillas altrimenti piedi nudi (occhio, chi andrà
in corridoio e in sala scenografia dove verrà versata acqua sul
pavimento), pantaloni neri, camicia nera, maglietta nera,
'passamontagna' nero (questo solo per me), trucco rosso e bianco del
volto (Erika e Vale, ce n'è in quantitativo industriale?), maglietta
bianca (per fare Dorè).

Voci e volume:
MAI voci forti eccetto in Rampa. Sennò parte un 'gioco al rialzo' che
costringerà anche i musici a salire di volume e addio spettacolo.

Rapporto col Pubblico:
E' uno spettacolo molto a contatto col pubblico, per cui può
permettersi di diventare anche intimo; non è necessario pensare che
tutti e dieci gli spettatori di quello scatto sentano tutto, ma
giocatevela con quelli che sono vicino (occhio però a rendere udibili
le parti che servono da attacco agli altri attori!). Ricordare che noi
siamo spettri, e il nostro contatto col pubblico deve avvenire di
conseguenza.

Movimenti:
Ci si sposta solo se qualcuno ci dà il cambio, o quando finisce la
scena e si parte col canto:
"Orrio tto féngo
Pu su ste kanòni
Orrio tto féngo
Jò pu s'oste panu
Esprizze tì
Kiané sekundu o kiòni
Jo' llustro pu embie o fengo 'pu cipànu"

Inizio delle 'scene':
Non si parte MAI se non ci sono almeno 5-6 spettatori già dentro la
'zona' dello scatto, altrimenti si rischia che si fermino lì e
facciano da tappo per quelli che devono ancora entrare.

Testo:
Può capitare che ci si ritrovi in un luogo con un testo da recitare
che prevede la presenza di persone in quel momento assenti per essere
fatto nella sua interezza. In quei casi, molto semplicemente il testo
si fa ugualmente MA SOLO in quelle parti che è possibile fare (vedi
Scenografia IV scatto).

Programma di sala:
Nel programma di sala è specificato che il pubblico può non seguire le
indicazioni, ma che gli è proibito tornare indietro. Altresì, gli è
detto che possono, volendo, fare domande ai demoni: se le fanno
rispondiamo e/o doniamo qualcosa, per cui chi vuole può prendere degli
oggettini da regalar loro a inizio spettacolo e metterseli in tasca.

Musica:
I musici sono divisi per ambiente. Ciascuno di loro ha stabilito un
momento in cui deve iniziare a suonare (dettogli da Vania: non tutti
inziano quando s'inizia a recitare) ed un segnale per gli attori di
inizio e fine del tempo a loro disposizione.

Improvvisazioni:
Se la musica continua nonostante il testo sia finito, ci sono tre tipi
d'improvvisazione disponibili.

Improvvisazione russa
ATKAS (caricamento) si piegano le ginocchia e si portano le braccia
tese dietro di sé, come per preparare i tuffi. Quando tutti si trovano
in posizione, si salta in alto formando un otto con le mani che
battono due volte in aria e si allargano prima di toccare terra. Una
volta a terra si pronuncia la lettera A a tono basso e si vaga in giro
finché qualcuno non grida una parola che comincia per A legata
all'Inferno. Tutti in coro ripetono la parola a pieno fiato. A questo
punto, si possono fare tre cose:
1. O si mima la parola che è stata gridata
2. O si sussurra all'orecchio di uno spettatore una storia
improvvisata che riguarda quella parola
3. O si comincia a fare avanti e indietro su di un percorso lineare
limitato ripetendo la parola e facendola montare in un crescendo fino
al climax che però si deve raggiungere all'unisono tra tutti coloro
che lo fanno! Costoro sono i 'motori' dell'improvvisazione e quando
raggiungono il climax si fermano tutti.

Improvvisazione francese
Da attuare secondo la logica del mimo che vuole che il pubblico si
senta in colpa.
Si propone agli altri con un passo avanti di destro ed il sinistro
posto a T dietro al tallone del destro. Quando tutti sono pronti si
piega il ginocchio destro e si va in avanti col busto, a scatti di
testa: ogni scatto corrisponde ad un commento breve espresso sullo
spettacolo o sulla storia della sua messinscena. Quando non ce la si
fa più ad avanzare ulteriormente col corpo senza cadere, si gira di
scatto la testa di lato pronunciando un sonoro "Nooo!"
Quando il no è stato pronunciato da tutti, si inspira sonoramente
portando nuovamente il piede sinistro avanti e ci si rimette eretti.
Poi si parte in tranches casuali verso il pubblico, puntando uno
spettatore per fargli una domanda qualsiasi, poi si va immediatamente
via senza aspettare risposta. Questa prima tranche dev'essere molto
cattiva. La seconda e le successive tornano dagli stessi e aspettano
un momento che venga una risposta: che essa venga o meno porgono
un'altra domanda e ripartono come la prima tranche. Piano piano si
smette di andare dal pubblico e quando tutti sono nuovamente a
fronteggiare il pubblico si grida cattivissimi e tutti insieme:
"Andatevene!"

Improvvisazione inglese
L'improvvisazione inglese vince sulle altre perché per proporla ci si
gira di schiena, pertanto da quella posizione è impossibile capire se
qualcuno stia proponendo altro: se qualcuno la propone, si fa quella.
Si attende un breve tempo consono ad immaginare che anche gli altri si
siano girati e poi si 'rientra' in scena andando da uno del pubblico e
mettendoglisi a fianco, leggermente in avanti, e col gomito di un
braccio leggermente appoggiato alla sua pancia. Poi con la mano dello
stesso braccio gli si batte due volte sulla coscia e, senza guardarlo
mai, ma guardando nella stessa direzione in cui guarderebbe lui, gli
si confida a bassa voce qualcosa sullo spettacolo o sulla stessa
messinscena, sulla compagnia, gli attori, il regista. Per chiudere
l'improvvisazione, l'attore gli si mette improvvisamente alle spalle
(visto che adesso lo sai..) e lo spinge in avanti dicendo "Allora vai
avanti tu!".


Riepilogo Spazi / Sequenze:

RAMPA – Non c'è musico
Non ricordo esattamente la sequenza, ma è quella che abbiamo provato
dieci miliardi di volte.

BAR – Musico: chitarra e mezza voce
1. NARRATORE
2. FRANCESCA (dal Trapezio)
3. PAOLO (dal Tavolino)
4. Il Banditore chiama "Il tempo era" [eseguita lugubre, per tre
volte, solo la parte uomini/donne]
5. Il Banditore chiama "Dialoghi infernali" [cioè le interviste, il
gioco dello Scoglio dei Saltymbanco]
6. Il Banditore chiama "Il vento" [tutti in mimesica del vento per
prepararsi per]
7. Il Banditore chiama "Sonata infernale"
8. NARRATORE di chiusura e (in contemporanea)
9. Cerbero

CORRIDOIO – Musico: flauto traverso
SEMPRE gli uomini contro la parete al muro, le donne contro la stoffa
che dà sulla saletta prove.
SEMPRE il gruppo Ludyka verso la sala scenografia, cioè per ultimi:
aspettano che gli altri laboratori finiscano e poi attaccano con
"Perché mi scerpi" intera, fino ad "anima lesa" che viene tenuta.

SCENOGRAFIA – Musico: violino
SEMPRE il gruppo Ludyka per ultimo, e dove possibile appeso in parkour.
Se la scena è condivisa con altri laboratori i Ludyka vanno
direttamente sul soppalco (si parla di Enrico, Erika, Serenella e poi
Lalla) e muovono le lampadine su quelli sotto. Alle parole degli
Yogurt "è Farinata" possono cominciare la sequenza dei gesti purché
attacchino a parlare – solo il frammento che gli compete – quando loro
versano acqua per terra.
Quando siano tutti noi invece si fa ovviamente tutto il pezzo de "O
voi c'avete l'intelletti sani", e lo si chiude prendendo il pubblico
al bavero per portarlo delicatamente in sala teatro MA, visto che
finché il musico non dà il segnale non lo si può portar via è
estremamente probabile che qui tocchi fare l'improvvisazione russa!

SALA TEATRO – Musico: clarinetto
1. Il pubblico viene fatto entrare da Claudio e noi
2. Si canta la canzoncina "Diavolin, diavolin!"
3. Si formano le coppie ladro/onesto e si recita "Lo giorno se
n'andava e l'aere bruno"
4. Finito il testo s'improvvisa alla francese (sicuro)

SALETTA PROVE – Musico: basso elettrico
Sempre Ludyka per ultimi, che comunque qui si limitano a mischiarsi al
pubblico e ad accompagnarlo verso il bar alla fine del testo
Saltymbanco:
1. Testo dei Saltymbanco
2. Frase di Francesca Yogurt dal trapezio
3. Gioco "Un, due, tre stella!" dei Saltymbanco
4. Ludyka accompagnano il pubblico al Bar Caos TRANNE FEDERICHINO che
aiuta Francesca a scendere dal trapezio.

All'VIII scatto, però, siamo tutti Ludyka e cantiamo "O vendetta di
Dio" con Lalla che suona il violino.

BAR CAOS – non so se ci son musici
Il Banditore Simoncione chiama i nomi dei diavoli infernali e ciascuno
fa il pezzo che ha proposto.

TEATRO E RAMPA – tutti i musici
1. DORE'
2. TANGO
3. IL TEMPO ERA
4. QUADRIGLIA
5. LUCIFERO
6. TUTTI USCIMMO
7. TUTTI USCIMMO (da qui in poi in Rampa, in crescendo)
8. FIAMMATE (si canta ancora?) / PARKOUR (chi vuole)
9. TUTTI SCIOLTI A TERRA COME FANGO.

sabato 6 giugno 2009

Venerdì 5 Giugno - Ultimo Viaggio all'AQUILA

Terzo ed ultimo viaggio, almeno sino a Settembre, nelle zone dell'Abbruzzo colpite dal sisma. Abbiamo portato, nella semplice idea della "Terapia del Sorriso", un po' di allegria, di animazione e di gioco, svago e fantasia, e molto materiale: vestiti, giocattoli, materiale per la Scuola, materiale per l'Igiene, ecc.
Ogni viaggio è stato accompagnato dai piccoli diari personali, dai materiali documentaristici video e fotografici, dalle lettere di risposta degli abitanti dei paesini colpiti, ora bloccati nelle tendopoli!
E' stata una grande esperienza, semplice e molto concreta!
Sguardi tristi dei robusti e rugosi anziani delle Montagne aquilane...
Forti strizzate urlanti dei bambini/e forsennati e spaesati delle tendopoli, affamati di normalità e giocosamente rabbiosi per la nostra alienata presenza...
Mancanza di tutto e governo della Natura...
Storia cancellata, o meglio sbriciolata e oramai fattasi solo Memoria e Corpo stanco...
Anche questo ultimo viaggio, che ci ha visto Clowns giocosi, giocolieri, mangiafuoco,truccatori, buffoni e semplici uomini e donne ad ascoltare i pesanti racconti degli abitanti nei Campi di Camarda, Aragno e Filetto, vedrà tra breve su queste pagine: Foto, Filmati, Brevi Diari dei partecipanti (questa volta 18 dai vari Laboratori).
A presto!